AMBASCIATORI
Eataly Bologna sorge nel cuore della città, in mezzo tra le celeberrime Piazza Maggiore e Torre degli Asinelli.
L’edificio in cui si trova, chiamato “Ambasciatori”, è una struttura antichissima, che da sempre fa parte dell’urbanistica cittadina.
Nacque in quella che già in epoca romana era la parte commerciale della città (ancora oggi questo quartiere viene chiamato dai bolognesi “Quadrilatero Romano”), come denotano i nomi delle vie che l’attorniano, Via Pescherie, Via Drapperie, Via Orefici. Fu una chiesa, la Chiesa di San Matteo degli Accarisi o delle Pescherie, i cui primi affreschi sembrano risalire al 1110 e la cui facciata storica si può ammirare dall’interno della struttura. Fu un mercato coperto, in seguito alla trasformazione operata nel 1877 per collegare le vie di quello che era ed è tutt’ora un vivace mercato. Fra il 1948 e il 1950 lo stabile venne riadattato per ospitare (curiosità, questa, che molti ricordano) un cinema a “luci rosse”, mantenendo comunque le vecchie facciate.
Dopo anni di abbandono, iniziarono impegnativi lavori di restauro finalizzati a riadattare gli interni lasciandone però intatti gli elementi architettonici storici, come la facciata della Chiesa di San Matteo o la struttura del tetto, con elementi tipici dell’epoca di sviluppo industriale di fine ‘800, di cui sono state mantenute le colonnine in ghisa e le travi originali. Molto caratteristico è notare dalle vetrate centrali del tetto, preesistenti ma rimodernate, la cupola dell’attigua Chiesa di Santa Maria della Vita e la svettante cima della Torre degli Asinelli, che sovrasta tutta la città.
Dal 5 Dicembre del 2008, l’Ambasciatori è risorto a nuova vita: Eataly ha scelto questa struttura per Bologna, così radicata nel tessuto del centro bolognese, rievocando in questo modo la sua antica vocazione di mercato, di centro di passaggio di curiosi, golosi, estimatori del buon cibo. Assieme ad Eataly, l’Ambasciatori vede anche la presenza delle Librerie.coop, che esaltando la cultura letteraria ed umanistica, rimandano allo stesso tempo alla mente l’importanza di una vera e ritrovata Cultura del Cibo.


